Scheda n.294.

Apparentemente invisibili nella riforma dei Licei gli studenti con disabilità

  • Riforma della scuola

Ad una prima lettura sia lo schema di regolamento sulla riforma dei Licei, sia l’Allegato A sul profilo dell’alunno, sia gli allegati da B a G contenenti le indicazioni nazionali dei licei, non presentano alcun riferimento esplicito all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.

Invero un accenno si rinviene solo nelle indicazioni nazionali concernenti le scienze motorie, in cui è detto che tutte le attività saranno adattate agli alunni con disabilità presenti nel gruppo classe.

Quanto agli altri testi solo nello schema di regolamento si rinviene qualche appiglio implicito all’integrazione scolastica, che però può essere colto solo da chi ne sappia fare una lettura tecnico-giuridica molto scrupolosa.

Così ad es. nel Preambolo al regolamento si fa riferimento al DLgs n. 77/05 sull’alternanza scuola-lavoro, che contiene norme esplicite agli alunni con disabilità, recando pure in allegato uno schema di modello per il riconoscimento dei crediti formativi di questi specifici alunni.

Così l’art. 10 comma 4 dello Schema di Regolamento richiama espressamente l’art. 4 del DPR n° 275/99, regolamento sull’autonomia scolastica, il quale al comma 2 lettera c) espressamente fa riferimento all’integrazione degli alunni con disabilità secondo i principi sanciti dalla L. n° 104/92.

Così l’art. 11comma 1 dello Schema di Regolamento si riferisce alla valutazione degli alunni ed al relativo regolamento ultimo, emanato con DPR n° 122/09 che  dedica l’art. 9 alla valutazione degli alunni con disabilità.

Però tutto ciò non è assolutamente né esplicitato, né desumibile a prima vista da chi non sia particolarmente addetto ai lavori.

Agli operatori della scuola  in genere quindi  sembra che gli alunni con disabilità siano invisibili nella nuova riforma.

Neppure nel preambolo del regolamento è direttamente citata la L. n° 53/03 (richiamata solo indirettamente come fonte dei decreti legislativi che sono citati) nella quale è espressamente ribadito il diritto all’integrazione scolastica ai sensi della L. n° 104/92, che però in detto preambolo non è citata,   né è  citata la fondamentale Sentenza n° 215/87 della Corte Costituzionale  che ha proclamato il diritto pieno ed incondizionato degli alunni con disabilità, anche grave, a frequentare le scuole superiori.

 


OSSERVAZIONI

 

Nell’attuale clima di rilancio di una scuola giustamente meritocratica, tendente a recuperare lo svantaggio che ci separa da altri Paesi europei, questo totale silenzio, potrebbe anche essere inteso come un’attenuazione dell’attenzione e quindi del diritto all’integrazione in questo grado di istruzione.

Alla luce delle considerazioni svolte, si richiede al MIUR che nella prima Circolare che verrà emanata sulla riforma dei Licei siano esplicitati i chiarimenti circa la permanenza delle norme che assicurano ancor oggi il diritto pieno e incondizionato degli alunni con disabilità all’integrazione nelle scuole superiori.

Non trattasi di proposta sconvolgente; essa, ove accolta, però ribadirebbe dei principi fondamentali che, in questi tempi, sembrano appannarsi nell’opinione pubblica e che invece il Ministero continua  formalmente a ribadire, come ha fatto di recente con le Linee-Guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità del 4 Agosto 2009, anche se però nei fatti poi non le ha pienamente applicate.

Occorre evitare che qualche Dirigente scolastico di Liceo, troppo infatuato del ruolo selettivo della propria scuola, possa vietare l’iscrizione a qualche alunno con disabilità, come è avvenuto per Dirigenti di scuole paritarie, malgrado l’esplicito divieto contenuto nella Legge sulla parità n. 62/00, costringendo la famiglia a sollevare un contenzioso giurisdizionale che sarebbe negativo sia per l’immagine che per le finanze del Ministero.


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Pubblicato il 22/6/2010
Aggiornato il 3/2/2014Avvocato Salvatore Nocera
Responsabile dell'area Normativo-Giuridica dell'Osservatorio dell’AIPD sull’integrazione scolastica
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